LOVERE, “uno dei borghi più belli d’Italia”
Situato sull’incantevole sponda occidentale del lago d’Iseo, Lovere è senza dubbio fra i centri più rinomati della Lombardia, grazie anche ad un fascino difficilmente riscontrabile in altri luoghi lacustri.
Il borgo medievale, con le sue torri perfettamente conservate e i suoi caratteristici vicoli, la quattrocentesca Basilica di S. Maria in Valvendra e la prestigiosa Accademia di Belle Arti Tadini hanno infatti consentito al paese nel 2003 di entrare a far parte de “I borghi più belli d’Italia”, il prestigioso club fondato nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell'Associazione dei Comuni Italiani (A.N.C.I.).
Ciò che rende davvero unico Lovere è l’atmosfera frizzante che si respira passeggiando sul lungolago, specialmente per Piazza 13 Martiri, da molti paragonata alla suggestiva piazza di Portofino.
Nel borgo antico, inoltre, il turista potrà essere deliziato da profumi e sapori che rimandano alle tradizioni che hanno reso famoso Lovere nel passato.
BASILICA DI S. MARIA IN VALVENDRA
L’imponente Basilica di S. Maria in Valvendra (75 m. x 25 m.) fu edificata nell'alveo di un torrente, il Val Vendra, da cui prese il nome, tra il 1473 e il 1483, un periodo di particolare floridezza economica per Lovere, grazie alla produzione e al commercio del panno di lana, esportato principalmente nei territorio di lingua tedesca del centro Europa.
La basilica presenta forme classicheggianti rinascimentali di gusto lombardo, con influenze veneziane. L'interno è a tre navate, suddivise da dodici colonne, con cappelle sul lato sinistro. L'opera di maggior pregio è costituita dalle grandi ante dell'organo, dipinte, all'esterno, dal Ferramola con l'Annunciazione e, all'interno, da Antonio Bonvicino detto "il Moretto", con i ritratti equestri dei Santi Patroni di Brescia.
La simbologia del numero è fra le peculiarità della basilica: i 33 scalini che conducono all’entrata richiamano infatti l’età di Cristo, mentre i 12 della scalinata interna il numero degli apostoli.
ACCADEMIA DI BELLE ARTI TADINI
Il palazzo fu costruito tra il 1821 e il 1826 dal conte Luigi Tadini nel luogo in cui, nel 1821, aveva fatto costruire una cappella gentilizia per custodire le spoglie del figlio Faustino, morto durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo Barboglio, utilizzato dalla famiglia per la villeggiatura.
Aperta al pubblico dal 1828, la Galleria dell’Accademia Tadini è tra i più antichi musei della Lombardia ed ha mantenuto la sua identità di collezione ottocentesca. Cuore della raccolta sono le opere di Antonio Canova: la “Religione”, raro bozzetto in terracotta, e la “Stele Tadini”, cenotafio commemorativo situato nella cappella in ricordo del giovane amico Faustino.
La Galleria conserva una ricca collezione di porcellane italiane ed europee e una ricca scelta dipinti di scuola lombarda e veneta dal XIV al XVIII secolo, tra cui opere di Lorenzo Veneziano, Jacopo Bellini, Domenico Tintoretto, Francesco Mazzola (detto il “Parmigianino”), Domenico Morone, Giacomo Ceruti (detto il “Pitocchetto”), Giandomenico Tiepolo e Francesco Hayez.
Sito internet: www.accademiatadini.it
SANTUARIO DELLE SANTE GEROSA E CAPITANIO
Dedicato a Cristo, re dei vergini, il santuario venne consacrato dal vescovo di Brescia nel 1938 in onore delle loveresi Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, canonizzate da Pio XII nel 1950.
Splendido esempio di architettura sacra tardo ottocentesca, si presenta come un complesso architettonico gotico-lombardo, con richiami romanici e arabi. Di particolare pregio è il campanile, che si innalza per ventun metri e termina con una cuspide slanciata.
I mosaici e i simboli delle scale porticate d’ingresso richiamano le beatitudini evangeliche e le opere di misericordia, in armonia con gli scopi caritativi dell’Istituto “Suore di carità” (dette anche “Suore di Maria Bambina”) che, fondato a Lovere dalle due sante nel 1832, si è diffuso rapidamente in tutto mondo.
Ogni anno migliaia di fedeli di tutto il mondo giungono a Lovere per visitare il santuario e pregare di fronte alle due sante.
CHIESA DI S. GIORGIO
Eretta nel 1263, è una delle strutture religiose loveresi più antiche anche se ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli. Fu costruita con l’abside che poggiava sulla base della casa-torre (Torre Soca) della famiglia feudale Celeri ormai semidistrutta con l’arrivo dei regimi comunali.
Contiene una grandiosa tela posta sulla controfacciata del pittore fiammingo Jean de Herdt (1657); degne di rilievo sono anche la pala dell'altare laterale sinistro dipinta da G. Paolo Cavagna (1556-1627), dell'altare maggiore attribuita a Jacopo Palma il Giovane (1544-1628) e alcune opere lignee del Fantoni.
MUSEO CIVICO DI SCIENZE NATURALI “A. AMIGHETTI”
E’ stato istituito dall’Amministrazione comunale nel 1996 per “raccogliere, conservare ed esporre al pubblico reperti scientifici, far conoscere il patrimonio naturalistico e storico locale, favorire lo sviluppo di una mentalità rispettosa delle risorse ambientali e tesa alla loro valorizzazione”. E’ gestito dall’Associazione onlus “Amici del Museo di Scienze Naturali”.
Visite guidate su richiesta. L’ingresso è gratuito.
Sito internet: www.museoscienzelovere.it
CONVENTO DI S. MAURIZIO - CAPPELLA DI S. PIETRO
Già nel XII secolo esisteva sul colle una chiesa dedicata a S. Maurizio. Nel 1448 i frati Osservanti dell’ordine francescano vi costruirono il loro convento e vi rimasero fino al 1601, quando a loro subentrarono i Riformati che ampliarono notevolmente l’edificio. Nel 1805 Napoleone ordinò la soppressione del convento, che fu ricostruito a partire dal 1875. La prima comunità di Francescani Cappuccini vi si stabilì nel 1879.
Sul sagrato del convento si trova la Cappella di S. Pietro, che racchiude un pregevole affresco del ‘400 raffigurante la Madonna in trono col Bambino.
PIAZZA VITTORIO EMANUELE II
In questa affascinante piazza, oggi dedicata al re Vittorio Emanuele II, confluiscono tutte le vie piccole e strette del borgo medievale. E’ caratterizzata dal palazzo podestarile e dalla torre civica, su cui spiccano un affresco col leone, simbolo del dominio veneto, recante la data 1442 e un grande orologio.
L’affresco è una copia, in quanto una parte dell’originale si trova attualmente presso il Municipio, mentre l’altra è andata persa.
(Testo realizzato da InfoZ@R S.n.c)
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